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Il valore moderno della battaglia sul file-sharing

di Emmanuele Somma (9/11/2019)

Dopo l’approvazione della recente direttiva (UE) 2019/790 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale si è aperto uno spazio di lotta per il rilancio, in chiave moderna, della battaglia sulla legalizzazione del file-sharing delle opere bloccate dal diritto d’autore. La direttiva ha modificato le direttive 96/9/CE e 2001/29/CE, e ha reso evidente la scelta del legislatore di prediligere una soluzione, sotto un certo punto di vista paradossale: mentre la divulgazione del materiale protetto da copyright tra i cittadini, attraverso reti peer-to-peer, viene categoricamente vietata e perseguita, viene invece permessa solo alle piattaforme private che potranno controllare, profilare, identificare, acquistare e vendere i cittadini in quanto essi stessi prodotto.

Perché impedire la stessa cosa, ovvero la condivisione attraverso reti peer-to-peer a fronte del pagamento di licenza, direttamente ai cittadini, liberandoli dalla necessità di essere controllati e profilati?

Non c’è alcun dubbio che il legislatore ha fatto una scelta decisa quindi, nell’impedire il file-sharing privato e senza fine di lucro, in favore di una società del tecno-controllo e della profilazione, mettendo al centro le piattaforme come intermediari privilegiati dei materiali coperti da diritto d’autore che molto meglio avrebbero potuto essere distribuiti attraverso la condivisione privata.

Nelle ultime elezioni europee il Partito Pirata italiano ha determinato in questo uno dei punti più rilevanti del proprio contributo politico, sostenendo la ultradecennale battaglia di TNT Village e raccogliendone l’eredità con la realizzazione di una proposta di legge europea di iniziativa popolare (tecnicamente denominata E.C.I. European Citizens Initiative) per sollecitare formalmente la Commissione a prendere una posizione sul tema della legalizzazione del file sharing di opere protette dal diritto d’autore per fini personali e senza scopo di lucro che, fermo restando un adeguato periodo di privativa (adeguato per permettere una remunerazione sufficiente).

Nel recente meeting dei Partiti Pirata d’Europa, la proposta italiana è stata accolta dai delegati, il comitato è attualmente in via di costituzione con partecipanti di almeno 7 nazioni europee, che presenterà la proposta all’Unione Europea. Da gennaio inizierà la raccolta delle firme (che potrà essere fatta anche online).

Per partecipare attivamente alla campagna è possibile aderire al canale informativo su Telegram:

https://t.me/tntSharingMyLove

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